Tuesday, June 8, 2010

la teoria del colore

Un pittore "arrivato" di solito ha una tavolozza fissa, e per un quadro tuttalpiù aggiunge un colore alla tavolozza. Non è quindi che il pittore sceglie un soggetto, visualizza un dipinto, poi compone una tavolozza per questo soggetto, e si mette a dipingere. Per il pittore la tavolozza è una cosa molto intima e relativamente statica.

Però il pittore arriva a questo stato solo dopo avere "visto la luce" ed aver trovato il suo stile. Prima di questo, deve lavorare sodo per sviluppare il suo intuito. Questo comprende anche capire come organizzare i colori ed a sviluppare le ricette per i colori che vuole creare. In questa fase, che richiede la sperimentazione con molte pitture, l'artista si trova nella necessità di poter organizzare i colori sistematicamente così da poterli facilmente reperire e categorizzare.

Questo è un problema antichissimo, la cui soluzione fece un passo enorme nel Rinascimento con Leonardo da Vinci. Egli ebbe sei idee radicali:

  • il colore è un ente percepito
  • il colore può venir ordinato con un sistema intrinsico
  • il bianco ed il nero sono colori
  • i colori sono ancorati a tre paia di colori opponenti
  • colori opponenti si rinforzano quando sono adiacenti
  • la mistura di colori può venir stimata con l'uso di filtri colorati

L'idea fondamentale che ci interessa in questo racconto sono le tre assi di colori opposti, riprodotte qui in tre vedute diverse:

Abbiamo dunque tre assi ortogonali con le paia opponenti bianco-nero, rosso-verde, e giallo-blu. Il fatto radicale è che questo modello è basato sul fatto che il colore è percepito, dunque un costrutto astratto della mente, non una proprietà fisica che abbia a che fare con la luce, coloranti, o pigmenti.

La particolarità di queste tre paia è che i colori opposti son o mutualmente esclusivi, nel senso che non esistono colori come un bianco nerastro, un rosso verdastro, o un giallo bluastro. Per le altre paia di colori, non esiste questa esclusione, e ci possiamo facilmente imaginare colori come un verde giallino, un rosso bluastro o un nero rossastro.

Infatti, possiamo creare un atlante tridimensionale di tutti i colori con un processo di bisezione: cominciamo con gli assi di Leonardo e per un nuovo colore lo piazziamo in relazione agli altri colori. Per esempio, un marrone lo metteremmo tra un rosso ed un giallo e più verso un nero, mentre un'arancione andrebbe più verso un bianco, sopra un marrone nella veduta a destra della figura sopra.

Imaginiamo di partire dalle tre assi con i punti cardinali, poi in ogni quadrante troviamo il colore intermedio e continuiamo a bipartire con questa formula. Se facciamo due iterazioni, prendiamo la proiezione in piano (veduta a sinistra nella figura sopra) e teniamo solo i punti sul perimetro, otteniamo questo cerchio:

Possiamo continuare ad iterare fino ad ottenere un cerchio continuo, quello che Johannes Itten del movimento Bauhaus chiamava Farbkreis. Nella sua teoria del colore (Farbenlehre) due colori diametralmente opposti sono chiamati complementari diretti, mentre i colori sui vertici opposti di un triangolo equilatero circoscritto sono chiamati complementari triadici. I colori adiacenti ad un colore di partenza sono chiamati i colori armonici. (Vedi brevetto US 5,311,212)

È da notare che questa costruzione è puramente astratta ed indipendente dalla realizzazione fisica dei colori.

Nota bene che — tranne per l'opponenza di colori— ho anche evitato di usare il determinativo per i nomi di colori: "un marrone" invece di "il marrone" o "bluastro" invece di "blu".

Da Leonardo in poi parecchi artisiti e fisici hanno creato ordini del colore seguendo costruzioni simili. È particolarmente da notare il lavoro della Società Ottica Americana OSA, che ha creato un importante atlante del colore nel modo seguente.

La ditta di vernici per automobili Dupont ha creato un insieme di parecchie migliaia di colori diversi su cartoncini quadrati di 5 cm di lato. Questi campioni sono poi stati passati tra i luminari della scienza del colore al tempo, che li hanno ordinati in tre dimensioni seguendo la bipartizione spiegata sopra. Infine hanno scartato campioni dove la differenza era troppo piccola, per ottenere un atlante completamente unifome, vale a dire che la distanza percepita tra qualsiasi paio di colori è proporzionale alla disanza euclidea nell'atlante, indipendentemente dal colore.

L'atlante OSA consiste di pagine che sono piani paralleli nello spazio tridimensionale. Purtroppo questo rende l'atlante difficile da usare in pratica. Per il design conviene invece dividere lo spazio dei campioni come spicchi di arancio. Ogni spicchio può venir riprodotto su due pagine facciate nell'atlante, così sfogliando l'atlante si passa dal cerchio il colori.

La figura qui sotto è una pagina dall'atlante Coloroid creato da A. Nemcsics.

(continua)